Questo è il
titolo dell’articolo apparso su torino.repubblica.it il 5/11/2013:
l’ennesima
“bufala” data in pasto ai pennivendoli giornalai prendendo per il proverbiale
naso i 10.400 lavoratori del Comune di Torino…meritiamo più rispetto!
Perché oltre al
danno vi è anche la beffa dell’assessore Passoni e dei sindacati che lo
appoggiano in questa operazione: Cgil e
Cisl.
Come
lavoratrici e lavoratori del Comune di Torino riteniamo che la cittadinanza
debba sentire anche la nostra voce.
Il primo taglio al costo del
lavoro è stato fatto il 17/11/2011, il secondo il 24/5/2012 ,siglato da
CGIL-CISL-UIL, naturalmente tutte e due
le volte sull’altro piatto della bilancia
vi erano: assunzioni e riorganizzazione del lavoro e la promessa che non
sarebbero stati chiesti ulteriori sacrifici ai lavoratori.
La riduzione del costo del lavoro
E’ GIA’ avvenuta senza che l’Azienda mantenesse i suoi impegni.
L’ipotesi
d’accordo siglato il 18 luglio 2013 solo da Cgil e Cisl (che rappresentano per
altro la minoranza sindacale, in quanto
sia la Uil che tutti le altre sigle sindacali sono contrari) assumerà solo
concretezza nel momento in cui i lavoratori decideranno con il loro voto !
Il risultato
non è scontato a meno che del parere dei lavoratori l’assessore Passoni e i
sindacati collusi intendano farne uso come “papier de toilette”…scusate il
francesismo.
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